L'avvio di un nuovo anno sociale (il ventottesimo) ripropone sempre il dubbio se quanto si è pensato sia all'altezza delle esigenze, dei tempi che viviamo. "Città di Dio" non vuole essere un diversivo,
un rincorrere dimensioni della vita – quelle religiose, filosofiche, spirituali – nell'illusione di estraniarsi e poter fare a meno del mondo. Piuttosto, si tratta di partecipare al mondo seminando visioni che,
ieri come oggi, hanno avuto e hanno ancora l'ambizione di accompagnarlo, di sorreggerlo, di indirizzarlo. In questa direzione vanno alcuni incontri che proponiamo e che trovate in calendario.
Da un lato, ci siamo affidati ad alcune figure capaci di testimoniare un sogno, un mondo migliore. Ecco la memoria di uomini e donne che rimangono, nella loro singolarità, determinanti. Il teologo, filosofo,
scienziato Pavel Florenskij, russo, per anni imprigionato e giustiziato nei Gulag nel 1937, ritenuto un genio della storia umana (ce ne parlerà Natalino Valentini che ha curato da sempre la diffusione della
sua figura in Italia). Ildegarda di Bingen, la mistica medievale, guaritrice, musicista, visionaria (l'introduce la prof.ssa Michela Pereira). Sri Aurobindo, poeta, scrittore, filosofo, mistico bengalese,
morto nel 1950, attivo nel processo di indipendenza dell'India dai britannici (a cura di Roberto Cerri). All'interno del percorso proponiamo una riflessione sul principio cardine della forma di vita di frate Francesco:
sine proprio, l'uso dei beni senza esserne proprietari, modalità di essere e vivere nella povertà dalle conseguenze dirompenti per lo stesso Ordine francescano (ce ne parla Pietro Maranesi, frate cappuccino e
direttore dell'Istituto di Scienze religiose di Assisi).
Dall'altro lato, ci interroghiamo su alcune dimensioni del vivere che intrecciano attualità e spiritualità. A partire dalla perenne domanda sull'origine della violenza umana sempre dilagante: un confronto
(Massimo Diana/Fabrizio Filiberti) tra scienze umane e Bibbia, in particolare l'episodio di Caino e Abele. Ancora, il rapporto tra natura e spiritualità (avremo con noi p. Guidalberto Bormolini, figura
rilevantissima nell'ambito della meditazione cristiana ma anche della cura e dell'accompagnamento al fine vita – lo è stato per Franco Battiato). Una occasione preziosa. Anche la proposta di lettura e commento di
Giobbe, un classico di Philip Roth sarà occasione di interrogarsi a fondo sul vivere (ci accompagna don Paolo Alliata).
Non possiamo poi sottrarci dal confronto con le questioni sociali che l'enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas ripropone alla luce dell'impatto evidente dell'intelligenza artificiale e della cultura
di guerra risorgente (una lettura dell'oggi e dell'enciclica a cura di Davide Maggi).
Altri momenti in via di definizione toccano alcuni ambiti interni all'esperienza ecclesiale che ha vissuto il recente scisma della rappresentanza lefrebviana, ma esprime un "tradizionalismo cattolico" quasi pre
Vaticano II rappresentato da non pochi giovani presbiteri delle diocesi italiane. Momento rilevante la questione della liturgia da rinnovare. Tendenze che non sono ininfluenti sul piano politico nel fondamentalismo
evangelicale e cattolico che sorreggono l'America di Trump. Per altro verso, il transito da papa Francesco a Leone XIV si mostra di grande interesse spirituale e geopolitico nella continuità e nella differenza.
Con tutto questo sullo sfondo ci avviamo a completare il programma: dall'esplorazione dell'arte locale tra ‘400 e ‘500 (Agostino Roncallo e Luca di Palma ci parlano in particolare della famiglia Cagnola attiva
nel Novarese), all'interrogarsi sul senso e le forme del pregare in questo tempo di spiritualità "fai da te" e perfino "senza Dio": un cantiere variegato che interpella anche le forme più tradizionali delle religioni
consolidate.
I lavori sono in corso…